10 Aprile – INIZIAMO A PIANTARE!

Dopo il momento in cui raccogli il tuo primo ortaggio, credo, questo sia di sicuro il momento piu’ emozionante, la messa a terra delle piantine. Soprattutto questa volta perche’ le ho prese piu’ di un mese fa e le ho tenute in serra per tutto questo tempo. Cercando ti proteggerle da freddo, vento e sbalzi termici molto repentini. Alla fine mi sono morte 4 piante di fagiolini e 3 piantine di insalata. Ottimo dire!!! me la sono cavata comunque e cosi’ FINALMENTE dopo settimane sono riuscita a piantarle.

Queste sono le verdure che ho comprato:

Fagiolini – Cavolo nero – Cipolline

Come vedete questo anno ho preso un sacco di cose nuove che non avevo lo scorso. Poi come ho gia’ detto nelle storie di Instagram, sono partita presto nell’acquisto perche’ avevo paura che con questa storia del Corona virus, arrivassero a chiudere tutto….come poi e’ stato. Quindi i primi di marzo mi sono presa la maggior parte delle piantine. Speravo poi che dai semi che avevo piantato nascessero il resto delle piante mancanti. Avro’ sbagliato qualche cosa, il tempo, il meteo e probabilmente la mia inesperienza, purtroppo, con mio enorme dispiacere, non e’ nato nulla.

Pazienza, faccio bagaglio di questa cosa e la prossima volta cerchero’ di fare meglio. Mi spiace solo che alcune sementi di colture le avevo prese online perche’ non comuni e non mi sono nate.

Nonostante cio’ sono contenta di quello che sono riuscita a far sopravvivere in serra e a mettere giu’. Ora vi mostro il lavorone ( per me lo e’ stato) che ho fatto.

Scusate il mio elogio personale ma credetemi che non avendo mai fatto nulla di questo, vedere cosa sono riuscita a fare mi riempie di orgoglio. Per tanti non sara’ molto ma per me lo e’, soprattutto perche’ a parte i box che mi ha fatto Michele il resto l’ho fatto tutto da sola. Dall’idea, alla progettazione, alla scelta delle piante, la quantita’ e come sviluppare l’orto. Quindi credetemi quando dico che se uno vuole c’e’ la puo’ fare a farsi un orticello. Piccolo o grande non importa, l’importante e’ che lo curiate e vi dara’ un sacco di soddisfazione per non parlare di ottime verdure Biologiche (se come me non usate prodotti chimici).

Una cosa molto importante e’ anche l’abbinamento delle piante in base alle loro caratteristiche. Dovendo ottimizzare gli spazi bisogna capire come accostarle tra di loro. Personalmente ho fatto cosi’, non so’ se e’ giusto o sbagliato ma, in base alle mie ricerche c’e’ una logica.

Nel primo “BOX” ho scelto di mettere tutte le varieta’ di insalate perche’ occupano piu’ o meno lo stesso volume, sono tutte piante basse, che si sviluppano in larghezza e han lo stesso metodo e periodo di raccolta. Non escludo che possa inserirci qualche pianta con una struttura che si sviluppa in verticale piu’ avanti.

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Nel secondo Box ho deciso di mettere gli agretti e la valeriana. Entrambe le piante a pieno sviluppo non occupano un elevato spazio quindi facili da gestire e da raccogliere. Mi manca da riempire una parte di questo box ma penso di sapere gia’ cosa mettero’ appena riusciro’ a prendere le piante.

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Nel terzo box ho deciso di mettere le mini cipolle e i cavoli neri. Ho fatto questo abbinamento perche’ la pianta di cavoli, a pieno sviluppo, diventa notevolmente voluminosa. Quindi ho abbinato piante di modeste dimensioni, che si sviluppano sotto terra come le cipolline a piante che hanno la massima voluminosita’ sopra. Cosi’ dovrei bilanciare i volumi, gli spazi evitando problemi. Nel mezzo vedete una vaschetta di fagiolini che mettero’ a terra nei giorni successivi.

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Come vedete, ho cercato di dare una logica alla messa a terra delle piante e faro’ cosi’ anche con le altre che mettero’. Avra’ tutta una logica.

Questo anno inoltre, ho deciso di usare le reti. Adesso ho messo su ogni box una rete protettiva per le piccole piante che possono essere facile preda di merli e uccellini. Spero in questo modo di proteggerle almeno un po’. Questa l’ho presa su Amazon, non avendola in casa. Piu’ avanti mi muniro’ anche di rete anti grandine, o protettiva per grandine. Visto lo scorso anno il disastro che mi aveva fatto alle piante questo anno mi voglio tutelare.

Anche perche’ stavolta voglio investire sull’orto. Lo scorso anno era piu’ un hobby, cominciato nenanche per mio volere che alla fine mi ha appassonata. Questo anno vorrei creare un orto come fonte di auto sostentamento. Infatti il numero delle piante e’ deciso in proporzione al nostro fabbisogno, ai progetti che voglio sviluppare, come le ricette, le conserve, metodi di conservazione e una cosa nuovissima di cui ancora non voglio parlare.

Tutto calcolato per un consumo famigliare, senza eccessi ne sprechi. Ecco perche’ l’uso di reti protettive, sostegni adeguati e gestione logica e studiata degli spazi.

Siamo ai primi step, siamo all’inizio della creazione del nostro orto di casa, mancano ancora la meta’ delle piante e aiuola di fiori ma, virus e negozi chiusi permettendo direi che stiamo procedendo bene. Ho ancora in mente un sacco di idee….

Proprio per questo, vi rimando ai prossimi post in cui vedrete cosa ho fatto e cosa sto facendo.

Vi aspetto come sempre numerosi….. a presto

Gaya

9 Aprile – IMPOSTIAMO L’ORTO di CASA

Ciao a tutti, chiedo scusa per l’assenza dal blog ma chi mi segue su Instagram sa che e’ un periodo MOOOOOOLTO pieno. Comunque ci siamo! Siamo entrati nella stagione dell’orto.

Abbiamo arato per bene tutto il pezzetto di terreno, disossato i sassi piu’ grossi e tolto tutte le erbacce (consiglio l’utilizzo dei guanti chi puo’)! In fine (finalmente) abbiamo fatto la divisione in lotti del pezzetto di terra. Come gia’ accennato questo anno volevo fare una cosa piu’ seria, impostata e studiata. Volevo progettarlo per bene e con logiche varie di spazi e abbinamenti pianti. A differenza dello scorso anno, questo ho voluto adottare la soluzione BOX, io li chiamo cosi. Mi danno l’idea di avere piu’ ordine logico e facilita’ di mantenimento e manutenzione.

Purtroppo l’obbligo di stare a casa mi ha impedito di andare in negozio a prendere le assi e abbiamo cercato di fare con materiale di recupero che c’era gia’ in casa. Alla fine abbiamo optato per vecchi listelli di legno recuperati da qualche lavoro di edilizia casalingo. Mentre altre cose siamo riuscite a recuperarle online come reti e archi per struttura reti.

Prima di tutto mi sono fatta il mio progetto stilizzato ma ben chiaro, con tutte le porzioni e le cose che ci avrei messo.

Calcolate sempre di stare larghi con le piante! Soprattutto se non le avete mai piantate prima. Rischiate di ritrovarvi un bosco impenetrabile o che marciscano percghe’ troppo vicine aumentando il rischio ristagni idrici. Senza dimenticare poi la luce! Troppo vicine rende impossibile l’esposizione al sole e quindi il non sviluppo delle stesse e dei frutti.

Come si vede, a differenza delle immagini da cui ho preso l’idea (trovate sul web) le mie assi sono molto piu’ basse ma comunque danno l’idea ordinata e organizzata.

Ho tenuto delle corsie laterali perche’ in una volevo mettere una aiuola di fiori, che usero’ per un nuovo progetto super naturale e super BIO, mentre dall’altra mettero’ zucchine e cetrioli con la loro struttura di sostegno. Questi ultimi lo scorso anno non li ho messi, vedremo come andra’.

Ora e’ tutto impostato per bene e suddiviso con logica, ho dato un’ultima vangata all’interno dei box perche’ sistemando le cose l’ho pestata troppe volte e la terra si e’ compattata in superficie. Questa non e’ una bella cosa, considerando che ci andro’ a mettere a dimora le piantine ancora piccole con radici molto fragili. Ho preferito rivangare per renderla piu’ friabile e ricca di aria. Non lo crederete mai ma anche le radici, per fare sopravvivere le piante, han bisogno dell’aria che c’e’ nel terreno.

Seguitemi al prossimo post che mettero’ in terra le piantine!

A presto

Gaya

LIEVITO MADRE – HOMEMADE-

Buongiorno a tutti e buon inizio Aprile! Oggi trattero’ un argomento che non e’ proprio collegato direttamente al mondo orto e tutto cio’ che lo circonda ma parlero’ di LIEVITO MADRE fatto in casa.

Sulle mie storie di Instagram ha avuto un successone pazzesco! In molti mi hanno chiesto come lo sto facendo, che ricetta sto seguendo e come si sta’ sviluppondo nel tempo il composto. Visto questo, visto che e’ una procedura lunga ma scandita da misure e tempistiche precise, volevo scrivervi tutto, in modo che abbiate tutti i passaggi ben chiari.

Di per se’ e’ una cosa semplice, la ricetta che sto seguendo io si riesce a fare con le cose che abbiamo in casa, facile da rifare, soltanto richiede pazienza, precisione e costanza perche’ il procedimento NON e’ breve. Bisogna aspettare 31 giorni prima che il composto diventi lievito madre pronto.

Partiamo dal principio, cosa serve:

  • 200 gr di farina “00” o manitoba;
  • 100 gr di acqua tiepida;
  • Un cucchiaino di dolcificante (miele, zucchero, succo d’Agave);
  • Un vaso capiente con imboccatura larga, per facilitare il recupero del composto;
  • Una garza che funzionera’ come tappo.
  • Calendario, agenda o foglio degli appunti per segnarvi le date dei rinfreschi.

GIORNO 1: Partiamo aggiungendo alla farina, l’acqua tiepida e il miele. La prima va aggiunta poco alla volta, questo ci permette di tenere sotto controllo la consistenza del panetto che stiamo impastando. Deve essere umido, appiccicoso ma non liquido o viscido. Fatto questo, impastiamo per 5/10 minuti in modo di attivare il procedimento. Mettiamo tutto nel vaso, facciamo una croce sul panetto con un coltello, questo serve per vedere la lievitazione, e copriamo il vaso con una garza umida. Questo composto ottenuto si chiama Starter.

Lasciamo riposare per 48 ore a una temperatura tra i 18* – 25* gradi. Alcuni siti consigliano di riporre il vaso vicino a frutta matura.

Passate le 48 ore, riprendete il vostro Starter e gliene togliete 200 gr. Vi troverete una consistenza viscida, che ricorda molto il Vinavil, molto appiccicosa. Farete fatica a toglierlo dal vaso, per questo ve ne consiglio uno com bocca larga ma, piano piano ci si riesce. Davanti a voi quindi ora avete il composto iniziale, da cui avete TOLTO 200 gr di porzione. Ora aggiungete 200gr di farina nuova e 100gr di acqua tiepida. La seconda sempre un po’ per volta. Impastate bene, sempre per 5/10 minuti e riponetelo nel vaso. Coprite con garza umida, questa impedira’ di fare subito la crosta.

Mettete a riposare il composto e dopo altre 48 ore ripetete il rinfresco. Sepre 200gr di farina e 100gr di acqua tiepida.

Piu’ andranno avanti i rinfreschi piu’ vedrete che il vostro composto diventa sempre piu’ compatto, meno appiccicoso e meno liquido. Sembrera’ sempre di piu’ una rete di tante bolle, quasi “spugnoso” a vedersi. Sara’ anche piu’ facile prelevarlo dal vaso per rinfrescarlo.

Questa procedura di RINFRESCO, dovete farla per 31 giorni. Dopo di che’ il vostro composto sara’ diventato lievito madre pronto per essere usato sia per impasti salati che dolci. Io consiglio sempre di scrivervi tutte le date dei rinfreschi non essendo poche. Meglio avere segnato quando e quanti ne abbiamo fatti.

Piu’ passera’ il tempo e piu’ vedrete anche, tante belle bolle nel vostro impasto. Quelle sono IMPORTANTISSIME! Controllate bene che ce ne siano sempre tante!

Questa per me’ e’ la prima esperienza, non lo avevo mai fatto. Ho scelto questa ricetta perche’ avevo tutti gli ingredienti in casa, cosa molto importante di questi tempi visto che uscire NON e’ consigliabile. Nonostante cio’, sul web e tramandate sono tantissime le varianti per lo starter. Ogniuno e’ giusto che scelga quella piu’ adatta a se. Io per ora mi trovo bene con questa. Facile e semplice, certo lunga ma il tempo non mi manca, anche per questo ho deciso di farla ora.

Al trentunesimo giorno ci saranno da fare dei passaggi di pulizia del lievito ma di questo ne parlero’ piu’ avanti quando ci saro’ arrivata. Non voglio mettere “troppa carne al fuoco” ma soprattutto, visto che vi sto’ raccontando basandomi sulla mia attuale esperienza, vi raccontero’ quando mi ci ritrovero’. Vedro’ come sara’ deventato il mio composto al 31esimo giorno, valutero’ se il risultato e’ corretto e poi vedro’ il passo successivo. Ovviamente tenendovi sempre aggiornati qui, tramite Instagram e le storie di Instagram.

Per qualsiasi chiarimento, domanda o curiosita’ sono a disposizione. Ci sentiamo presto con nuovi aggiornamenti.

A presto

Gaya

MARZO e I GIORNI DELLA VECCHIA

Secondo le tradizioni, gli ultimi giorni di Marzo, cioe’ quelli del 29,30,31 solitamente ri ha’ un ritorno del freddo. Considerati i giorni piu’ freddi di inizio primavera sono anche i piu’ rischiosi per coltivazioni, fiori e piante da frutto che rischiano germogli e gemme.

Un’antica leggenda del centro Italia, narra che questo mese in principio aveva solo 28 giorni ma visto che gli uomini lo prendevano sottogamba, non temendo come i suoi mesi fratelli Precedenti, Dicembre, Gennaio e Febbraio, decise di vendicarsi. Nella leggenda si narra che una vecchietta, assaporando il primo caldo e il primo solo dopo mesi disse:”

Marzo, tanto non mi puoi fare niente, perché oggi è già aprile

Fu’ cosi’ che Marzo, per vendicarsi di questa scontatezza per vendicarsi chiese ad aprile tre giorni in piu’. In questi giorni mando’ freddo e gelo, cosi’ gli esseri umani non lo sottovalutarono piu’.

Una seconda versione racconta che, una vecchia pastora, che per tutto il mese era riuscita a proteggere i suoi agnellini dai repentini sbalzi climatici marzolini, la sera del 28 esclamò in tono sfottente “E ora con la tua fine la pianterai di fare il matto, oh Marzo bislacco! ”. Fu così che il mese, atrocemente offeso, chiese in prestito ad Aprile tre giorni in cui scatenare tutta la sua cattiveria con gelo, neve e vento; e in quei tre giorni morirono per il freddo improvviso non solo gli agnellini della vecchia e degli altri pastori, ma anche tutte le erbe e i germogli già spuntati nei prati stecchirono sotto la neve, inaspettatamente caduta; e ghiacciarono i petali dei fiori degli alberi da frutto; e il vento e la pioggia spazzarono via i piccoli nidi in costruzione e la vecchia stessa, che imprudentemente aveva smesso gli abiti pesanti, si prese un accidente e morì di polmonite. Così Marzo, dopo tanta distruzione, poté finalmente andarsene soddisfatto, e gli ultimi suoi 3 giorni furono chiamati, da allora, i giorni della vecchia.

Come vedete le leggende se pur chiamate cosi’ han sempre qualcosa di vero. Han fondamenta su fatti reali e logici dela natura. Questo anno i giorni della vecchia sono stati anticipati. Gia’ da lunedi’ le temperature sia serali che diurne si sono abbassate notevolmente. Si pensi solo che in alcune zone e’ tornata perfino la neve!!

Personalmente, avendo visto le previsioni di questa settimana, sapendo questo rischio gelate e freddo, non me la sono sentita di mettere a terra le piantine. Sono ancora piccole e fragili. Non avrebbero mai sopportato una escursione termica cosi! Ora la cosa che temo sono i semi che ho in semenzaio. Sono protetti e ben ripararti ma comunque il mio pensiero va a loro ora.

giorni della vecchia fanno parte di una serie di periodi che popolarmente sono conosciuti come “nodi del freddo“.

(immagini prese dal web)

OSTARA e PASQUA

In questo anno l’equinozio è stato il 20 Marzo e il prossimo sarà il 22 settembre. Per noi queste date oramai non han più una grande risonanza ma pensate che nell’antichità ne aveva, e non poca! Oramai queste date passano quasi inosservate ma pensate che una volta, venivano celebrate feste, riti e celebrazioni anche per giorni. Riti che celebravano i cambiamenti della natura, la vita dell’agricoltura, semina, raccolto ma soprattutto celebravano il rapporto tra la madre terra e gli esseri umani. Anche a sfondo scaramantico sperando nella buona sorte, in un buon raccolto che potesse permettere alla famiglia di sopravvivere durante il lungo, freddo inverno.

Forse non sapete ma in antichità, questo era considerato un periodo di rinascita, della natura, della vita, momento di semina quindi di ottimismo per il raccolto, spesso collegato a riti per la fertilità e abbondanza. Erano momenti in cui non solo la natura si rinnovava ma anche il corpo umano. Per queato spesso questi erano anche periodi di digiuno,purghe,confessioni, assoluzioni di peccati e anche altro. Rinnovo della natura ma anche degli esseri umani. Testimonianza di quanto uomo e natura possano essere legati e con la consapevolezza di quanto il primo non possa fare a meno della seconda.

Nel calendario celtico, il 21 Marzo, si festeggia anche la FESTA di OSTARA, padrona della fertilita’. Festa di origine Germanica, celebra la rigenerazione e la rinascita della natura. Nell’antichita’, le vestali, celebravano un antico rito che prevedeva l’accensione di un cero. Questo voleva simboleggiare “la fiamma eterna dell’esistenza”. Questo veniva spento SOLO all’alba del giorno dopo.

Con l’arrivo del Cristianesimo, questa festa viene associata alla Pasqua che si celebra il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Simboli come coniglio pasquale a rappresentare fertilita’ e prosperità. Anche le uova, che rappresentano l’embrione primordiale da cui parte l’esistenza.

Non so voi ma io ho sempre adorato queste storie antiche tra miti e leggende! Spero che sia piaciuta anche a voi!

Gaya

SOS PIANTE & FIORI – ALLORO

Come noi, anche le piante soffrono l’eccessivo caldo o l’eccessivo freddo. La temperatura e la luce determinano tutto in esse, dalla crescita, alla fotosintesi, alla germogliazione, alla fruttificazione…..ecc. … Dopo l’acqua sono tra gli elementi piu’ importanti!

Per questo si dice che quando una pianta cresce bene in una zona della nostra casa o del nostro balcone meglio non spostarla piu’, probabilmente abbiamo trovato la sua posizione ottimale.

In questi giorni, per fare spazio alle sementi, ho spostato alcune delle mie piantine aromatiche. Senza saperlo, nella mia inesperienza, alcune non han avuto problemi, altre si. La mia piantina di Alloro che ho da piu’ di un anno ha preso una “scottatura da calore”. Neanche a dirlo mi si e’ spezzato il cuore!

Sono riuscita a farlo sopravvivere durante tutto l’inverno per farlo “bruciare” in una mattina. Questo per dirvi che bastano anche poche ore nella posizione sbagliata che vi giocate la pianta.

Come vedete si presenta come forreto foglie che in autunno cadono. Secche, si sbriciolano facilmente, ti colore rossiccio tirante il ruggine. Queste foglie andranno a morire e a cadere. Sono stata fortunata pero’ che non mi ha colpito le gemme. Questa cosa non fa morire la pianta se presa subito. Per fortuna me ne sono accorta subito! Il resto della pianta si salvera’ e cosi’ anche le gemme.

Ma cosa porta questo”Colpo di caolre”?:

  • Diminuzione delle funzioni vitali e della crescita;
  • Appassimento delle foglie soprattutto se giovani;
  • Caduta precoce di foglie, fiori o frutti;
  • Puo’ colpire anche alberi grandi/adulti se esposti a eccessivo calore o luce quando non si richiedono;
  • In frutti e ortaggi presenza di spaccature;

Come posso rimediare al danno? quanto e’ rovinata la pianta? come posso evitare che si ripeta la cosa? Soprattutto:” Si salvera’ la pianta?” . Per fortuna ho una mia cara amica che lavora in una serra e sa’ sempre come aiutarmi e consigliarmi al meglio.

CHIEDILO ALL’ESPERTA

In questo caso, spostare la pianta dal punto troppo caldo e luminoso, nel mio caso la serra, toglierla da qui. Metterla esterna in un posto illuminato senza luce diretta, non taglaire le foglie bruciate, lasciate che cadano da sole. Irrigate ma il giusto NON eccedete. Probabilmente il fatto che fosse anche la pianta con le foglie piu’ grosse ha avuto piu’ superficie d’esposizione.

Per fotuna si e’ risolto tutto al meglio, pianta segnata ma ancora capace di sopravvivere. Questo e molto altro troverete nelle rubriche di ASSISTENZA a piante e fiori. Spero lo troverete interessante.

A presto

Gaya

17 marzo – CIPOLLINE!

Ciao a tutti!!!

Finalmente dopo due giorni di brutto tempo e piogge, che non fanno mai male visto l’inverno siccitoso, siamo tornati operativi. Io e il mio piccolo aiutante siamo ritornati a sporcarci le mani e a stare all’aria aperta!

Siccome siamo nei giorni giusti e siccome mi stavano gia’ vegetando, oggi abbiamo messo in semenzaio i piccoli bulbi di quelle che diventeranno delle buonissime cipolle bianche. Come si vede nelle foto sono dentro a dei sotto vasi rettangolari, questo per suggerirvi una ulteriore alternativa alle vaschette di alluminio.

Vediamo ora che abbiamo fatto:

Come vedete la cosa e’ semplicissima, basta mettere il germoglio girato verso l’alto. Neanche a dirlo Diego ha preso in maniera molto seria il lavoro.

Ecco il risultato

Come vedete sono tutte belle, in ordine e semi interrate. Nel passaggio successivo sono andata poi a ricoprirle con un’ po’ di terriccio e le ho messe a dimora in serra.

Come vi suggerisco sempre, in queste prime fasi dello sviluppo dei semi e dei bulbi, irrigateli sempre per diffusione. Non usate innaffiatoio o getto giretto perche’ il primo puo’ creare ristagno idrico e far marcire seme o bulbo. Mentre il secondo potrebbe persino creare solchi nella terra o spingere piu’ in basso il piccolo seme.

Anche oggi abbiamo fatto un piccolo ma importante passo per il nostro orticello. Speriamo che crescano almeno la meta’ dei semi e dei bulbi che abbiamo piantato! Questa e’ la prima volta che semino dal principio le piante. Come vi avevo detto questo e’ il secondo anno che lo faccio. Lo scorso avevo preso molte meno piante e gia’ pronte da interrare. Questo anno, complici una serie di fatti, ho voluto provare dal principio con alcune piante.

Ci tenevo moltissimo a coinvolgere anche Diego, visto che molte piccole cose e’ in grado di farle. Per lui sono tutte nuove esperiente, si diverte, e’ felice di stare con mamma, di vedere che riesce nei compiti che gli vengono dati e soprattutto stiamo all’aria aperta.

Piccola news, oggi mi sono arrivati semi di piante che non trovo in nessuna serra!!!! Li ho cercati un sacco e me li sono presa. Ancora non vi dico nulla…..lo scoprirete nei prossimi giorni 😉 .

A presto

Gaya

LUNE e ORTO DI MARZO

Mi rendo conto che siamo gia’ a mese innoltrato per questo articolo ma e’ giusto comunque che vediamo quali sono/erano le lune di questo mese e quali agricolture lo caratterizzano.

Fasi lunari:

  • Luna crescente: dal 1 all’8 e dal 25/31;
  • Luna piena: il 9;
  • Luna calante: dal 10 al 23;
  • Luna nuova: il 24.

Marzo e’ un mese importantissimo per l’agricoltura. Si prepara il terreno arandolo in profondita’ in modo di aerare bene le zolle e le particelle del terreno, cosa molto importante per le radici delle piane. Bisogna sbriciolarlo per bene,renderlo “morbido” in maniera tale che le radici, ancora fragili delle nostre piantine che andiamo a trapiantare, attecchiscano bene e non facciano fatica ad arrivare in profondita’. Altra cosa molto importante, dissodarlo bene da sassi e pietre e eliminare tutte le erbacce infestanti che si sono sviluppate nei mesi precedenti.

Marzo e’ spesso ricordato come il mese della semina delle patate, uno degli ortaggi piu’ coltivati in assuluto. In genere si dovrebbe iniziare anche a coltivare in pieno campo verdure a foglia come bietole, coste, valeriana, rucola, lattuga, prezzemolo, cicoria, spinaci. Dico “dovrebbe” perche’ mi e’ stato vivamente sconsigliato di farlo per ora, dal tecnico che lavora nel negozio per le cose da orto, essendo un mese troppo ballerino. Se lo si vuole fare, meglio farlo in situazioni protette oppure aspettare fine mese, rispettando le lune, sperando che si regolarizzino le giornate e le temperature.

Questo mese, si presta molto bene anche per le coltivazioni in semenzaio. Le piccole piante DEVONO rimanere riparate dagli sbaldi di temperatura, dalle correnti di aria fredda e soprattutto stare alla luce, al caldo e ben irrigate. Consiglio, nei primi giorni dopo la semina e fin che le piante sono molto piccole, l’irrigazione per diffusione. Vale a dire con pompe vaporizzatrici con ugello e presione regolabile ma va bene anche il classico spruzzino, con spruzzo nebulizzato.

Io uso il primo, lo trovate nei negozi per girdinaggio e agricoltura. Quello piu’ economico costa circa dai 6 agli 8€. Ovviamente c’e’ ne sono anche di piu’ cari.

Come si vede, e’ un mese che gia’ parte alla grande con la semina sia in terra che in semenzaio. In questa fase bisogna scegliere bene cosa vogliamo seminare, come gestire le piante nel nostro orto e non meno importante, come abbinare le specie in base all’appezzamento in cui le andremo a inserire.

Alla prossima

Gaya

E SI COMINCIA!!!

Ciao bella gente!!

Finalmente ci siamo! Finalmente possiamo dare inizio alla prima fase del nostro orticello. Come dicevo nel post precedente ” FACCIAMO IL SEMENZAIO (a 4 mani)“, fatta questa parte dobbiamo solo scegliere i semi delle piante/fiorni che vogliamo far crescere e piantarli!

Inutile a dirlo, con me c’era il mio piccolo aiutante che si e’ divertito da matti a riempire i vasetti e a mettere i semini. Mamme fatelo! ve lo consiglio vivamente!!! Loro sono contentissimi perche’ si sentono orgogliosi di darvi una mano,utili, partecipano a un’attivita’, fanno una cosa nuova e si divertono DA MATTI!!

Procediamo con ordine…. Prendiamo la nostra vaschetta di alluminio, con dentro i bicchierini dal fondo bucherellato e riempiamo IN PARTE di terriccio.

Secondo voi non potevo non farlo fare a Diego ????? 🙂 🙂 :). Ci siamo seduti per terra e via! Per fortuna in questi giorni c’e’ il sole, le giornate sono calde e appena posso “scappiamo” fuori all’aria aperta 😉 .

Dopo aver messo una parte di terriccio procediamo con la semina. Questo anno voglio provare una nuova pianta nell’orto, i FAGIOLI RAMPICANTI. Chi mi conosce sa’ che lo scorso anno non li ho fatti.

Uno per bicchiere mi raccomando! Io faccio cosi’, perche’ faro’ crescere la pianta al punto di poterla interrare nell’orto direttamente. Senza travasare ulteriormente in un vaso piu’ grande prima dell’orto. Quindi scelgo di fare 1 per vaso.

Ovviamente, anche questo l’ho fatto fare a Diego….. Non sembra ma il dover contare i semi, aiuta molto i bimbi con la sequenza dei numeri. Ovviamente io ero li a supervisionare tutto e a “giocare” con lui nel riempire i bicchieri. Si perche’ comunque lui lo vive cosi….come un gioco.

Fatto questo, ricoprite i semi con un’ po’ di terriccio, pressate leggermente e con uno spruzzino irrigateli ogni giorno.

Io li ho messi nella mia piccola serra, in modo che stiano al caldo, protetti da correnti fredde o da repentini sbalzi di temperatura. Quando c’e’ il sole apro il telo ma appena arriva l’ombra chiudo tutto. Non fa molto freddo ma comunque mi sento piu’ tranquilla cosi’.

Spero che mi seguirete anche nei prossimi passaggi…

A presto

Gaya