In questi giorni di caldo anomalo, di un febbraio assolato, piacevole, quasi primaverile, ho cominciato a fare un giretto nel mio piccolo pezzettino di terreno. Sto’ ragionando su come voglio impostare l’orto di questa stagione ma, soprattutto, i punti piu’ importanti su cui mi devo concentrare.
Sicuramente devo fare il punto della situazione, sulle cultivar che voglio piantare che, per mancanza di tempo, questo anno non posso seminarle, con mio grosso dispiacere. Pensare a quelle che mi rendono bene e quelle meno. Devo anche ragionare sulle quantita’, non voglio sprechi quindi e’ giusto anche che valuto quante piante per tipo ci bastano.
Detto cio’ questo anno, mi voglio concentrare su due questioni prettamente pratiche (scusate il gioco di parole) che ogni anno se trascurate, o sono fonte di danno o di tanta fatica.
Sto parlando di una struttura per la protezione dalla grandine, preferibilmente fissa, chi mi segue sa’ come mi ha rovinato il raccolto lo scorso anno durante l’estate.
Mi rendo conto che queste sono bellissime strutture e molto complesse, magari riuscire a fare una cosa cosi! sono veramente un sogno! Ma nel mio caso e’ quasi impossibile, poi non voglio spendere enormi cifre, per delle strutture. Comunque e’ giusto guardarle e trarne spunto, magari utilizzando materiali di riciclo.
Inoltre, altra questione spesso sottovalutata ma non da meno LE ERBACCE. Vorrei trovare una soluzione, che mi aiuti a controllarle, almeno nei box con le cultivar. Questo anno non avro’ tempo di passare pomeriggi interi ad estirparle, quindi devo trovare una soluzione che mi permetta di controllarle e limitarle. Per il primo punto, la grandine, devo buttare giu’ un progetto per una struttura stabile, robusta e che mi permetta di starci sotto in piedi tranquillamente. Per il secondo punto, le erbacce, credo che ricorrero’ all’uso di teli neri, o pacciamatura naturale, in quei pezzettini piu’ piccoli.
Sicuramente il mio sara’ un lavoro piu’minuzioso e di precisione. Dovrò mettere tutti i teli a misura del box, fare il giusto conto delle piante da inserirci, calcolare gli spazi giusti tra un foro e l’altro, insomma, ci sara un lungo lavoro di preparazione prima. Questo nella speranza che dopo, sia tutto un’po’ piu’ semplice.
Si questo anno, farò un grosso lavoro di preparazione, impostazione, organizzazione prima per cercare di essere piu’ semplificata dopo.
Oggi, complice la bella giornata, sono andata a fare una passeggiata nel mio pezzetto di terreno, per vedere il punto della situazione. Oltre a constatare che il terreno ha un bisogno estremo di pioggia, ho avuto delle belle sorprese.
Dopo mesi che non tocco nulla, mesi di agenti atmosferici, soprattutto venti forti, di escursioni termiche dal caldo al freddo eccole li!!
Sto parlando delle mie belle piantone di cavolo nero!! Bellissime, sane, robuste e di un colore meraviglioso! Nessuna presenza di insetti, parassiti o di rotture nel fusto per cause naturali e metereologiche. Io gli ho dato solo una pulita dalle foglie piu’ brutte e controllato che fossero legate ancora bene.
Ovvio che le vedevo dal mio balcone ma non pensavo di trovarle cosi’ belle. Invece la vera sorpresa e’ stato il piccolo cavolo riccio. Nascosto tra le sterpaglie dello scorso anno, eccolo li.
Questo mi ha veramente stupita piacevolmente!
Adesso la questione si porra’ quando dovremo arare il terreno, sinceramente mi spacerebbe andassero perse, sono cosi’ belle e piene di butti. Credo le strapiantero’ il giorno della lavorazione e poi le rimettero’ a terra. Spero solo che resistano e tengano bene.
Per il momento, io qualche fogliolona per la cena me la sono presa, so’ che faro’ felice Michele con le cips al forno e non solo lui.
Credo che questo articolo, capiti nel momento piu’ opportuno. In questo momento di calma, si approfitta per pianificare l’orto della prossima stagione. Facendo io la rotazione, o almeno ci provo, tutti gli anni, tento di girare le cultivar,nel mio pezzettino di terra, in modo tale che il terreno non si esaurisca dei suoi notrienti.
Siamo a fine Gennaio e il mio orto e’ ancora allo stato naturale, brado, incoltivato. Ha appena superato i mesi invernali, esposto a tutti i cambiamenti climatici e agli agenti atmosferici di questo periodo. Purtroppo questo anno, abbiamo avuto poche precipitazioni e pochissima neve, al contrario dello scorso anno, speriamo nei prossimi mesi in un’po’ di pioggia, giusto per reidratare il terreno in profondita’.
Come promesso, voglio condividere con voi, le associazioni, piu’ indicate per le nostre piantine di frutta e verdura. Associandole bene, possiamo avere ottimi risultati e perche’ no’ anche dei vantaggi. Magari riuscendo anche a ottimizzare piccoli spazi.
Lo scorso anno ho fatto un sacco di ricerca in merito e alla fine questo e’ stato il risultato. Qui ho meso quelle cultivar che in genere troviamo piu’ spesso noi nostri orti.
ABBINAMENTI
Rapanelli possono essere seminati accanto a : piselli, cavoli, carote, pomodori, lattuga,barbabietole, fagioli rampicanti, fagioli nani,pomodori, spinaci, prezzemolo e fragole.
Come vi ho accennato nel post precedente, vorrei recuperare il tempo che non ho avuto prima, per raccontarvi del mio orticello di questa stagione, oramai quasi conclusa.
Dalla progettazione, allo sviluppo, alla scelta delle piante e come sono andate poi le produzioni. Magari se vi interessa, qualche idea su come conservare o consumare tutto quello che ho raccolto.
Partiamo dal principio….
LA SCELTA DELLE CULTIVAR
Questo per me’ e’ il terzo anno che faccio l’orto. Il primo anno l’ho fatto piu’ perche’ dovevo che perche’ volevo. Nel secondo ero presa dalla frenesia e la curiosita’ di provare cose nuove, questo, l’ho sviluppato SOLO sul nostro consumo famigliare. Mi spiego meglio….. Questo anno non ho provato verdure nuove ma solo verdure e frutti di uso e consumo quotidiano. Detto cio’, mi sono fatta la lista delle verdure che volevo seminare e interrare.
LISTA VERDURE ORTO 2021:
Carote;
Rapanelli;
Insalata di diverso tipo;
Piselli;
Melanzane viola;
Melanzane bianche;
Peperoni friggitelli;
Peperoni digeribili;
Rape rosse;
Spinacini;
Zucchine tonde;
Zucchine lunghe;
Cavolo nero;
Cavolo riccio;
Cetrioli;
Cipolle;
Pomodori di vario tipo.
Fatta la lista, dovevo vedere in che periodo, le varie cultivar andavano seminate e/o interrate se prese gia’ come piantina. Inoltre, volendo fare coltivazione mista, mettendo piu’ specie insieme, quindi, dovevo valutare la loro compatibilita’. Questo serve a unire due o piu’ tipologie di piante che non entrino in conflitto ma che si “aiutino” nella crescita e nello sviluppo. Faro’ un articolo solo sulle associazioni, cosi’ sara’ anche piu’ comodo per voi capire e magari segnatevele per la prossima stagione.
Quindi…. lista fatta, stagionalita’ decisa, associazione tra cultivar fatta, non mi restava che fare lo schema di progettazione di quello che sarebbe diventato l’orto finale.
Eccolo qui’ il risultato del mio progetto. Si vede chiaramente che ho mantenuto una bella aiuola di fiori sulla destra, la mia pianta di Rabarbaro che oramai rinasce ogni stagione, le ortensie che tanto ho desiderato e i girasoli che mi ero piantata in semenzaio dentro casa.
In questo modo, ho una visuale finale di quello che vorrei ottenere. Vedo le associazioni e gli spazi occupati. Questo metodo lo trovo molto utile, lo rifaro’ anche per la seconda produzione di meta’ estate. In questo progetto non si vedono le strutture ma solo le cultivar.
Nel prossimo progetto, invece, si vede come ho deciso le strutture in base alle piante stabilite.
In primo piano si vedono bene le tipologie di strutture studiate in base le piante e i fiori stabiliti (sotto in secondo piano). Questo metodo mi aiuta si’ a capire cosa andro’ a costruire ma soprattutto, mi permette di capire che cosa mi servira’ e quanto materiale utilizzero’ per lo sviluppo.
Quindi ora ci siamo, cultivar DECISE, dove piantarle o seminarle DECISO, come associarle tra di loro DECISO, strutture che mi serviranno DECISE, ora non serve altro che partire.
Seguitemi per saperne di piu’!
A presto, Gaya
P.S: condividero’ le associazioni delle cultivar che ho fatto, sperando che vi possano risultare utili.
Siamo a novembre, oramai la stagione dell’orto volge QUASI alla fine. Sto’ parlando dell’orto estivo ovviamente, ancora qualcosa c’e’, finocchi, cavolo nero, cavolo riccio, pisellini, porri, ancora sono presenti e devo dire, belli rigogliosi.
Quanlche giono fa, sono riuscita finalmente a dargli una bella aggiustata. Ho tolto le erbacce che oramai avevano invaso tutto, buttato le piante morte o che non producevano piu’ perche’ fuori stagione, messo via i pali portanti delle strutture per i pomodori e altri pezzi per le strutture.
PRIMA:
DOPO:
Ho raccolto anche le ultime carote che avevo piantato, tanto non sarebbero cresciute piu’ di cosi’.
Ogni volta che arrivo a questo momento dell’anno, in cui comincio a eliminare la maggior parte delle piante, per poter preparare il terreno all’inverno, mi fermo e penso. Rifletto sulla produzione estiva, su come e’ stato l’andamente dell’orto, sulle cose che sono andate bene e quelle meno. Anche su cosa mi convenga effettivamente piantare e cosa no.
Purtroppo l’ultima grandinata di Maggio ha fatto gravi danni. A causa sua ho perso diverse produzioni. I chicchi han distrutto i fiori che poi non sono diventati frutti o verdura. Le piante in foglia, dove sono state bucate o strappate dal ghiaggio sono andate a marcire. Il forte vento poi ha fatto il resto, anche i miei meravigliosi girasoli sono stati distrutti. Sono abituata al rischio della grandine, questa volta, visto il periodo, l’ho sottovalutata e ne ho pagato le conseguenze.
Detto cio’, il prossimo anno, ho gia’ studiato una soluzione fissa, anti grandine, che pero’ non dia fastidio ne alla crescita delle piante, ne a me, dovendoci passare sotto. Questo comunque, e’ ancora tutto da studiare bene. Di sicuro, VOGLIO FARE, una struttura fissa.
Questo anno, ammetto che per motivi vari, ho seguito meno il mio orticello. Avendo anche poco da fare, in quanto la produzione e le piante si erano ridotte drasticamente, non sono stata assidua come mio solito.
Detto cio’, ora che ho piu’ tempo, mi piacerebbe raccontarvi dell’orto di questo anno.
Faro’ articoli su tutto cio’ che ho seminato o piantato, vi raccontero’ come sono state le varie fasi e come e’ andata a finire. Valutero’ se e’ una cultivar da ripiantare o meno e xche’ no, magari anche come uso questi ingredienti naturali, biologici, sani in cucina.
Cosa ne pensate?
Vi racconto l’orto di questo anno, passo per passo. Impareremo anche le varie tipologie di verdure e frutta, e come conoscerle.
Io mi sono segnata tutto, adesso devo solo iniziare a scriverlo e a raccontarvelo.
Era una domenica mattina, siamo scesi a trovare la mia famiglia e mentre stavamo apparecchiando la tavola per il pranzo domenicale, mi arriva un video TERRIFICANTE!! Una foto che mi ha letteralmente SCONVOLTA!!! nel video si vedeva una terribile, tempesta di ghiaggio, grandine, distruggere tutto. Casa, vetri, soffitti, piante, coltivazione, orti…..niente si stava salvando. Mentre nella foto si vedevano dei chicchi di grandine grossi quasi come una pesca!!!!!
ERANO LE UNDICI DI DOMENICA MATTINA.
La sera, al rientro, nonostante il buio, siamo andati a controllare il nostro orto, non vi dico ….. ero SCIOCCATA nel vedere ancora mucchi di grandine sopra le reti. Per terra, in mezzo alle piante…. Sconvolgente se pensate che era successo quasi 11 ore prima. Non si era sciolta, i mucchi e i chicchi si vedevano ancora bene.
Tutto rotto, tutto strappato e bucato dal forte cadere dei chicchi, piante piegate, distrutte, verdure e frutti rotti o caduti, i miei meravigliosi girasoli anientati dalla potenza di questa tempesta.
Siamo andati a letto con lo sconforto e con l’ansia di quello che avremmo visto l’indomani, alla luce del sole. Chissa’ cosa ci sarebbe comparso l’indomani della tempesta di grandine?
Il giorno dopo lo scenario non era di certo confortante. Tutte le piante, riportavano brutti segni e rotture dovute dalla grandine. Quante verdure buttate…….
Fiori rovinati e frutta e verdura pure.
Alcune cose sono riuscita a recuperarle ma tante le ho dovute buttare. Il marcio era entrato nella polpa.
Credetemi, ero demoralizzatissima! oltre a tutto quello che era successo, anche questo!!! Questo anno e’ una lotta al masacro. Ogni volta ce’ ne’ una……
Come ho sempre detto, l’orto non e’ una cosa facile senza problemi che dona solo cose buone. L’orto e’ distruttivo a volte, sia fisicamente che moralmente. Lo ascorso anno, non sono riuscita ad avere una bella produzione di pomodori, zucchine e zucche. Solo due piante di datterini gialli, il resto dei pomodori erano tutti morti. Zucche e zucchine poi, neanche a dirlo. Delle prime ne ho ricavate solo due (giusto quelle per Halloween), delle seconde zero. Le cimici asiatiche e IL MAL BIANCO (Oidio), han distrutto la produzione (se vi interessa nel blog ci sono i post inerenti che spiegano di che si tratta e come ho proceduto).
Anche questo anno, non e’ senza problematiche. Per il secondo anno di fila, non credo avro’ una produzione di pomodori, mentre new entry del 2021, sono i cetrioli. Di tutte le piante che ho, la produzione e’ molto scarsa.
Neanche a dire poi che, mentre ero in vacanza (finalmente visto che lo scorso anno non le abbiamo fatte), una serie di bombe d’acqua, bufere d’aria e tremendi temporali si sono abbattuti in zona. Addirittuta trombe d’aria in zone vicine han devastatao tutto.
Ma facciamo un passo per volta…..
Prima delle vacanze avevo subito un attacco di peronospora sui pomodori, decimandomeli. Gia’ li mi si era spezzato il cuore. Quelle piante di pomodoro me le sono seminata, curata e cresciuta in casa tutto inverno. E’ stato atroce vederle morire cosi’. Ammetto che per qualche giorno ero indecisa se comprare nuove piante o meno, essendo Luglio innoltrato. Alla fine mi sono decisa e giusto qualche pianta 3/4 l’ho rimessa giu’. Credo faro’ un post sulla peronospora, xche’ e’ giusto conoscerla per poterla prevenire o curare.
Fatto questa sostituzione delle piante avevo un piccolo orticello sistemato per bene, con tutte le verdure che volevo al posto giusto, ben diserbato e con tutto sano. Ho fatto una lavorata pazzesca per due giorni sotto un sole cocente ma, tutto era sistemato come volevo. Avevo messo anche nuove piccole piante di Rapa rossa, insalate, porri, Pak choi e due cetrioli.
Sono rientrata e mi sono trovata un macello!!!!
Le tempeste e i brutti acquazzoni mi han STRAPIANTATO e UCCISO le piccole piante. Il vento SRADICATO altre e le piante di fagiolini bianche erano IMPESTATE di afidi…… Ero distrutta… a pezzi.
Vi giuro una sofferenza! mi sono sentita demoralizzata, abbattuta, scoraggiata…. esausta quasi. La mia e’ solo una piccola realta’, ma credetemi che fa male lostesso. Tutto cio’ che produco lo consumiamo in casa, non lo vendiamo, quindi mi sentivo come se avessi buttato via solo dei soldi…..portate pazienza, i momenti di DOWN capitano a chiunque.
Non avevo nemmeno piu’ voglia di ricominciare…. Anche per questo non ho piu’ aggiornato il blog. Pensavo di chiudere tutto e lasciar perdere con l’orto. Se mi credete, nei giorni successivi non riuscivo nemmeno ad andarci, mi si spezzava il cuore ogni volta.
Quasi non ne volevo avere piu’ a che fare!!!! Tanto lavoro, fatica, tempo e anche soldi buttati via cosi!!
Poi una sera, dopo cena, il mio orario preferito per andare nell’orto, quasi obbligata ci sono andata. Mi ci sono seduta difronte e me lo sono contemplata. Poi ho cominciato a innaffiarlo, prima le verdure, poi i fiori, le erbe eromatiche, la lavanda……piu’ ci stavo in mezzo e piu’ mi risisntonizzavo con lui. Sembra una sciocchezza ma e’ cosi’.
Mentre innaffiavo le guardavo e ho visto tutti i meravigliosi fiori che mi sono nati questo anno, i loro meravigliosi colori, le loro meravigliose corolle. Anche le Dalie, che mi ero scordata di togliere dal terreno, lo scorso autunno, sono rinate piu’ belle di prima!!
Spostando qualche foglia poi ho iniziato a vedere delle belle zuchine, dei piccoli verdi e croccanti friggitelli, due belle melanzane bianche, rigogliosi busti di cavolo nero, bei baschi di insalata…….in somma….vedevo che c’era altro per cui valeva la pena. Che dovevo gioire per tutte queste piante e fiori, che sono sopravvissute a intemperie, insetti distruttivi, funghi e temperature drastiche. Erano ancora li che, anche a fatica, stavano crescendo e producendo. Pazienza se non avro’ dozzine di cetrioli questo anno, quelli che avro’ saranno meno ma buoni lostesso. Pazienza se dovro’ togliere tutti i fagioli bianchi perche’ devastati da afidi. Togliero’ tutto, sanifichero’ e mettero’ cose nuove. Faro’ spazio per altra vita.
Mi tirero’ su le maniche, guardero’ il calendario lunare e quello agronomico per capire come procedere….lo faro’!!!
Alla fine devo essere contenta di quello che ho A OGGI, che ho ottenuto TUTTO DA SOLA, mi sono fatta tutta da sola, io che non sono ne una contadina esperta ne una agronoma che lo fa da anni. Sono una semplice donna che si e’ avvicinata al mondo dell’orto per caso e, che se ne e’ innamorata e appasionata. Sono una autodidatta che studia, cerca e chiede per provare a fare sempre meglio.
Se guardo le foto del mio primo orticello mi sono evoluta tantissimo, e spero di migliorarmi ancora. le mie verdure, poche o tante che siano sono buonissime, belle, biologiche e frutto della mia fatica, costanza e sacrificio.
Questo e’ un post riflessivo e molto personale.
Ho voluto condividere un momento brutto di questa mia avventura. Il motivo per il quale, non ho scritto piu’ nulla. Ero devastata e demoralizzata. Solo qualche giorno fa’, ho ripreso in mano la situazione e capito che nonostante tutto, voglio continuare con il mio piccolo orticello, nonostante le sventure che so poter capitare. Non importa, le soddisfazioni alla fine ci sono sempre e sono anche buone!!
Adesso devo solo capire come riorganizzare gli spazi vuoti, per le piantine morte, seminare e vedere che vada tutto bene.
Sono carica, sono motivata e decisa anon mollare!!!
Avete presente quei bei fiori gialli che, per un certo periodo della primavera, invadono i nostri campi? i nostri prati? si puo’ quasi dire infestando tutto?
Quei fiori che piu’ comunemente chiamiamo “dente di leone”, che poi si evolvono nei meravigliosi soffioni che amiamo tutti soffiare?
BENE!!!
Li studiavo da un po’ e ho scoperto che sono piante con tantissime proprieta’ benefiche. Sia il fiore che le foglie, sono perfettamente commestibili e non solo! Vi dico “solo” che questo fiore ha potere depurativo, disintossicante, fa bene al fegato, contrasta la stitichezza e abbassa il colesterolo…Giusto per cominciare…… ora pero’, non sto’ qui’ a alencarvi tutte le altre proprieta’, non ne ho le competenze tecniche ma, se come me vi interessa, in rete e nei libri di botanica c’e scritto tantissimo a proposito.
Questa volta ho voluto provare a fare prima la melassa di Tarassaco (una sorta di alternativa vegana al miele) e poi un oleolito, sempre con i fiori.
La ricetta della melassa, mi e’ stata data da una signora che lo fa tutti gli anni. Certo ci possono essere tante variabili ma io, come prima volta, ho voluto seguire questa. Devo dire che NON mi ha delusa….ANZI!
La ricetta e’ molto semplice, rapporto 1:1, cioe’ ogni 100fiori, 1Kg di zucchero, 1l di acqua e 1 limone. Come vedete e’ molto semplice. Certo c’e’ molto zucchero ma considerate che la dose consigliata, giornaliera e’ di un cucchiaiono alla mattina. Oppure usato come dolcificante per tisane e te’, sempre 1 cucchiaino per volta.
vi racconto come ho fatto io
Nei primi giorni di Aprile, avevo il prato pieno, cosi’ insieme a Diego, sono andata a raccogliere il giusto necessario per quello che dovevo fare.
Una volta raccolti, li ho lasciati asciugare per tre giorni, in un posto ventilato ma in ombra, stesi bene in maniera che non si sormontassero. Una volta che i fiori si sono asciugati, erano pronti per essere lavorati.
Ho separato la parte gialla da tutte le parti verdi del fiore. Ho tenuto solo la corolla, se dovessero esserci dentro piccole parti verdi non vi preoccupate, non succede nulla, solo risulta un’ po’ piu’ amaro. Io le ultime foglioline le ho tolte con una pinzetta…
Mentre facevo questo processo, che richiede tempo e pazienza, avevo sul fuoco lo sciroppo, che ho fatto, sciogliendo in 1l di acqua 1Kg di zucchero, dopo di che, ho messo dentro i fiori e li ho fatti cuocere a fuoco basso per 30Min.
Ogni tanto, toglievo la schiuma che si veniva a formare.
Passati i 30min, ho raccolto i fiori dalla pentola e ho tenuto solo il liquido creatosi, al quale ho aggiunto il succo e la buccia di un limone, solo la parte gialla.
A questo punto, sempre a fuoco basso, ho continuato la riduzione del liquido, schiumando quando serviva. Il tempo di questa fase varia a seconda di quanto si vuole ridurre il composto, di quanto lo si vuole sciropposo. Piu’ lo fate cuocere piu’ diventa di una consistenza simil melassa.
Una volta raggiunta la consistenza desiderata, lo si invasetta, in vasetti precedentemente sterilizzati e lo si lascia una notte a testa in giu’.
Guardate che meraviglia! all’interno si vedono alcuni pezzetti dei fiori che sono rimasti.
Come dicevo prima e’ una melassa, quindi molto zuccheroso e dolce ma basta un cucchiaino alla mattina o per dolcificare. A noi piace molto, Diego ne e’ goloso! l’altra mattina ne ho mangiato un po’ sul pane caldo per colazione e non vi dico la bonta!!
In una tisana calda o come in questo caso, in una tazza di caffe’ d’orzo, aggiustano lo stomaco a fine serata.
Un vasetto l’ho regalato anche alla mia famiglia, sono stati felicissimi e a quanto mi han detto gli e’ piuaciuto molto.
Questo esperimento e’ andato piu’ che bene! Certo non e’ stata semplice ne veloce, anche le quantita’ finali alla fine sono ridotte MA visto l’ottimo risultato non si sa mai che il prossimo anno si replica.
P.S: tranquilli per le api, ne ho lasciavi tantissimi di fiori nel prato ;). E’ una questione a cui tengo molto.
Lascio per un momento la linea temporale dell’orto, perche’ ora, vorrei condividere con voi la gioia mia di oggi, nel raccogliere i miei rapanelli.
Prima o poi vi spieghero’ la storia di questi perche’ veramente una odissea! Tanto piu’ che non pensavo piu’ di raccoglierne questa stagione. Alla fine pero’ , la mia tenacia e’ stata ricompensata e finalmente eccoli!!
I primi raccolti erano piccolini ma, e’ stato piu’ un fatto di diradarli, per far si che gli altri crescessero meglio.
Detto fatto!! Dopo le piogge degli scorsi giorni, per fotuna non forti, ho notato dei bei ciuffoni verdi e rigogliosi. Ho provato ad estrarre il primo, poi il secondo e anche il terzo….. ecco apparire, delle belle palline rosse, una piu’ grande dell’altra!! Mamma mia, ero cosi’ felice che sembravo una bambina che trovava un tesori!!!
E’ vero, sono comunque di dimensioni diverse ma, come detto prima, alcuni li ho dovuti raccogliere piu’ per fare spazio agli altri che per mangiarli, anche se sono buonissimi cosi’ piccoli.
I piu’ esperti diranno che non sono belli, o che non sono perfetti….ma ai miei occhi lo sono e non cancelleranno mai la gioia che ho provato oggi raccogliendoli. Non scordiamo che dopo anni che li semino e che non e’ mai spuntato nulla, questo anno posso stringere nelle mie mani dei bellissimi ciuffi verdi con una bella grande pallina rossa DELIZIOSA!
Detto questo, seguitemi nei prossimi post perche’ la loro storia ve la devo ASSOLUTAMENTE raccontare. Una storia di pazienza, tenacia e testardaggine che pero’ ha portato i suoi frutti…..anzi, i suoi rapanelli!!!
Chiunque ha a che fare con piante, fiori, verdure e natura in generale, sa’ che dopo la siccita’, le gelate, soprattutto quelle primaverili e notturne, sono un FLAGELLO!!!
Purtroppo anche io sono stata “segnata” da queste nottate freddissime di Aprile in Trentino.
Ovviamente, ricevuta l’allerta ho ubito cercato di riparare il piu’ possibile, le giovani piante appena messe a terra.
Ho cercato di “impacchettare” tutto per bene, sperando anche, che i bordi del box, aiutassero….
Dopo una notte con le temperature che si aggiravano circa tra i -8 o -9, mi sono ritrovata delle biante “bruciate” dal freddo. Quelle a fusto alto come i peperoni friggitelli e le melanzane.
Questi sono i friggitelli
Nella foto successiva, si nota l’acqua piovana GHIACCIATA!
Completamente andati!
Queste invece, sono le melanzane
A differenza di queste coltivazioni pero’, le insalate e le carote si sono salvate, persino i rapanelli, anche se appena trapiantati, sono sopravvissuti.
Quindi, le piante con fusto bruciate, quelle basse e foglia no. Mi viene da pensare che i Box abbiano aiutato.
Presa dallo sconforto e dal dispiacere, inutile negarlo, vado per togliere quello che rimane delle piantine quando, per mia ENORME sorpresa vedo che……. le melanzane han dei piccoli germogli!!!!
Quasi mi sono commossa nel vedere che nonostante tutto, le mie piccole,fragili piantine non avevano mollato ma erano sopravvissute!! Quindi con molto orgoglio, non le ho tolte.
Non so’ se arriveranno in tempo a fare produzione ma, solo per il fatto che erano sopravvissute non me la sono sentita di toglierle.
Purtroppo, anche i fiori ne han risentito. Ho un bellissimo vaso sul balcone a cui la gelata, ha bruciato tutti i boccioli.
Erano pronti per fiorire ma li ho persi, spero solo che la pianta, faccia in tempo a fare una nuova fioritura.
Come detto anche nel post precedente, questo aprile ha mietuto vittime, anche per questo, tutte le mie piantine, seminate e messe in serra sono ancora li. Meglio tenerle al calduccio, i primi di maggio, mettero’ giu’ tutto se riterro’ che sono abbastanza grandicelle e le temperature si alzeranno un’ po’.
Alla fine ho ripreso le piante, sia di friggitelli che di melanzane, qualche giorno fa’ e le ho messe a terra, per ora, sembra andare tutto bene … PER ORA ma, per le altre aspetto ancora.
Vi aspetto con altri aggiornamenti dall’orto e con nuove curiosita’….. Alla prossima