La mia prima ricetta del blog fatta con i miei pomodorini dello scorso anno. Sono Molto fiera della soluzione! sia come ricetta che come metodo di conservazione che consiglio a tutti!
Il bianco che vedete e’ olio solidificato, li avevo al fresco.
PLATESSA CON POMODORINI
La ricetta e’ semplicissima! Platessa, pomodorini, pentola calda e per chi vuole olive nere o verdi e origano.
Io il pesce ‘l’ho scongelato la sera prima ma, se si vuole, lo si puo’ mettere direttamente dal sacchetto. Unica cosa crea piu’ licquido e dovete cuocerlo di piu’ per farlo asciugare. Oppure usate il sughetto per condirci una buona pasta!
Prima di tutto fate scaldare una pentola SENZA NULLA! l’olio e’ gia all’interno del vasetto. Quando e’ bella calda versate il contenuto di questo.
Feteli rosolare e sfregolare per bene! Se volete, questo e’ il momento per aggiustate di sale e peperoncino se vi piace e non dovete darne a dei bambini. Aggiungete poi la Platessa scongelata o da sacchetto….in base a come siete comodi voi.
Lasciate insaporire per bene. Io ho aggiunto olive nere (ne avevo da finire), e una bella spolverata di origano, ci stanno molto bene anche basilico o prezzemolo se preferite.
Una volta cotta per ben, ne ho tirato fuori una porzione, ho sminuzzato per bene il pesce e ne ho creato un ragu’ per la pasta di Diego. Neanche a dirlo l’ha SPOLVERATA!!!
UNA ricetta DUE soluzioni!!!
Geniale non trovate! Facile, veloce, versatile e salva tempo oserei dire 😉
Se volete sapere come ho fatto a fare i vasetti di pomodorini seguitemi nei prossimi post!
Con alcune tipologie di semi, comprati online e non, le ho PROVATE TUTTE! Dai bicchierini, allo scottex sempre umido, al vaso stesso…..ZERO! Non e’ mai natu nulla per mio rammarico. Non so’ se ho sbagliato qualcosa io? Se i repentini sbalzi di temberatura han creato danni? se in serra non c’era abbastanza caldo? probabilmente la mia inesperienza ha giocato molto ma sta di fatto che non e’ nato mai nulla.
Credetemi le ho provate tutte! Ma non e’ mai nato nulla. Mi sono persino iscritta a gruppi su Facebook di ortolani, contadini e come me persone appassionate e loro danno la colpa agli sbalzi di temperatura. Sta’ di fatto che qui non c’e’ traccia di radici e di germogli.
Credetemi ci sono rimasta malissimo! Anche perche’ ho visto che la soluzione “bicchierini” viene adottata spesso….quindi ero stra fiduciosa… .
Un giorno, presa dallo sconforto e dalla rassegnazione, ho preso dei vasi che avevo giu’, li ho riempiti con terra dell’orto, SOLO questa non terriccio, ho tirato fuori quello che mi rimaneva dei semi che ho cercato di fare nascere in ogni modo e cosi’ senza grande precisione li ho seminati. Non sono stata piu’ di tanto li a vedere come seminarli al meglio, li ho semplicementi “buttati” nel terreno. Poi li ho lasciati nell’orto! posizionati tra i vari box, esposti come le piante e irrigati come le piante……..
NON CI CREDERETE!!!!!!! ma sono nati!!!!
Avevo seminato papaveri, fagiolini(per la terza volta) e ravanelli!!! Ebbene e’ nato TUTTO!!!!
ravanelli
papaveri
fagiolini
Sono FANTASTICHE piantine!!!! Oramai non ci speravo piu’!!! Alla fine sono nate! Ora il problema e’
Una cosa su cui mi sono informata molto durante l’inverno, e’ come salvaguardare piante, frutta e verdura dell’orto nelle fasi piu’ delicate. In questo momento per me e’ la messa a terra di giovani piante, dal fusto ancora fragile, delicato, facile preda di uccelli o lumache. Navigando in rete mi sono imbattuta in questa foto…..
Da subito non ritenevo mi potesse servire MA nel momento in cui ho messo a terra le fragili piante di fagiolini ho avuto il lampo di genio! Quale soluzione migliore per proteggerli!? Ancora cosi’ piccoli e fragili? Cosi’ mi sono adoperata.
Come si vede dalla foto sono piantine ancora molto fragili, delicate e facile preda di merli, lumache o anche semplicemento di forte vento con il rischio che queste si allettino a terra. Considerando poi che fanno parte di quelle piante che presi piu’ di un mese fa…… le vedevo deboline.
A questo punto ho riciclato vecchie bottiglie di plastica di acqua e latte fresco che tengo sempre in caso possano servire, le ho tagliate ed acco fatto!
Ho creato una perfetta bariera tra la piantina, gli animali esterni e gli elementi atmosferici come il vento.
Per ora li lascero’ cosi, direi che sta funzionando bene. Appena i fusti saranno piu’ grandi e robusti TAGLIERO’ la plastica e lascero’ libera la base. Secondo me e’ una soluzione perfetta! Devo dire che abbiamo avuto giorni di vento forte e non sono volati via ne piante ne plastica!!!! ottimo dire!!!
Io ho usato questa soluzione per i fagiolini ma si puo’ adattare benissimo anche ad altre varieta’ con fusto. Come vedete nella foto iniziale questo trucchetto e’ stato usato per un’altra tipologia ancora molto giovane.
Cosa ne dite? puo’ venirvi comodo come trucchetto?
Dopo aver messo a terra le prime piante, ho avuto il problema di reperire quelle restanti che mi servivano. Come a tanti altri anche io nel mio piccolino ho avuto molte difficolta’ con l’orto. Dal cercare i materiali per farlo, le sementi e le piante stesse. Per fortuna han attivato le consegne a domicilio e in TRE giorni dal mio ordine alla consegna e’ arrivato tutto. Non vi nascondo che ho tirato un sospiro di solievo quado me le han portate.
Felicissima, finalmente, potevo finire il mio orticello con le piante mancanti. Ecco cosa ho preso:
Come vedete ho preso un sacco di varieta’ ma di ogniuna solo pochi pezzi, come vi ho detto nel precedente post, ho ordinato tutto il tutto in base al consumo personale. Non voglio sprechi ne quantita’ eccessive, per noi tre le quantita’ giuste.
Ho cercato di sistemarle in base allo sviluppo vegetativo della piata stessa. Alcune di queste si sviluppano in altezza come pomodori, peperoni, melanzane. Altre sono rampicanti come i cetrioli mentre altre si allargano a terra come le zucchine. Tenendo conto di queste cose, le ho sistemate cosi..
Come si vede, ho usato anche la sponda laterale che ho creato per zucchine e cetrioli. Spero in questo modo che le prime non mi invadano le altre piante come lo scorso anno. Da inesperta non sapevo a cosa sarei andata in contro.
Comunque direi che ora sono piu’ che soddisfatta! tutte le piante che desideravo, del mio elenco sono presenti nel mio orticello, protette per bene da reti o cassette, ora spero solo che tengano e crescano bene!
Vi aspetto al prossimo post per vedere cosa abbiamo fatto poi….
Dopo il momento in cui raccogli il tuo primo ortaggio, credo, questo sia di sicuro il momento piu’ emozionante, la messa a terra delle piantine. Soprattutto questa volta perche’ le ho prese piu’ di un mese fa e le ho tenute in serra per tutto questo tempo. Cercando ti proteggerle da freddo, vento e sbalzi termici molto repentini. Alla fine mi sono morte 4 piante di fagiolini e 3 piantine di insalata. Ottimo dire!!! me la sono cavata comunque e cosi’ FINALMENTE dopo settimane sono riuscita a piantarle.
Queste sono leverdure che ho comprato:
Agretti
Cavolo nero
Fagiolini
Insalata
Insalata
valeriana
Fagiolini – Cavolo nero – Cipolline
Come vedete questo anno ho preso un sacco di cose nuove che non avevo lo scorso. Poi come ho gia’ detto nelle storie di Instagram, sono partita presto nell’acquisto perche’ avevo paura che con questa storia del Corona virus, arrivassero a chiudere tutto….come poi e’ stato. Quindi i primi di marzo mi sono presa la maggior parte delle piantine. Speravo poi che dai semi che avevo piantato nascessero il resto delle piante mancanti. Avro’ sbagliato qualche cosa, il tempo, il meteo e probabilmente la mia inesperienza, purtroppo, con mio enorme dispiacere, non e’ nato nulla.
Pazienza, faccio bagaglio di questa cosa e la prossima volta cerchero’ di fare meglio. Mi spiace solo che alcune sementi di colture le avevo prese online perche’ non comuni e non mi sono nate.
Nonostante cio’ sono contenta di quello che sono riuscita a far sopravvivere in serra e a mettere giu’. Ora vi mostro il lavorone ( per me lo e’ stato) che ho fatto.
Scusate il mio elogio personale ma credetemi che non avendo mai fatto nulla di questo, vedere cosa sono riuscita a fare mi riempie di orgoglio. Per tanti non sara’ molto ma per me lo e’, soprattutto perche’ a parte i box che mi ha fatto Michele il resto l’ho fatto tutto da sola. Dall’idea, alla progettazione, alla scelta delle piante, la quantita’ e come sviluppare l’orto. Quindi credetemi quando dico che se uno vuole c’e’ la puo’ fare a farsi un orticello. Piccolo o grande non importa, l’importante e’ che lo curiate e vi dara’ un sacco di soddisfazione per non parlare di ottime verdure Biologiche (se come me non usate prodotti chimici).
Una cosa molto importante e’ anche l’abbinamento delle piante in base alle loro caratteristiche. Dovendo ottimizzare gli spazi bisogna capire come accostarle tra di loro. Personalmente ho fatto cosi’, non so’ se e’ giusto o sbagliato ma, in base alle mie ricerche c’e’ una logica.
Nel primo “BOX” ho scelto di mettere tutte le varieta’ di insalate perche’ occupano piu’ o meno lo stesso volume, sono tutte piante basse, che si sviluppano in larghezza e han lo stesso metodo e periodo di raccolta. Non escludo che possa inserirci qualche pianta con una struttura che si sviluppa in verticale piu’ avanti.
cof
Nel secondo Box ho deciso di mettere gli agretti e la valeriana. Entrambe le piante a pieno sviluppo non occupano un elevato spazio quindi facili da gestire e da raccogliere. Mi manca da riempire una parte di questo box ma penso di sapere gia’ cosa mettero’ appena riusciro’ a prendere le piante.
cof
Nel terzo box ho deciso di mettere le mini cipolle e i cavoli neri. Ho fatto questo abbinamento perche’ la pianta di cavoli, a pieno sviluppo, diventa notevolmente voluminosa. Quindi ho abbinato piante di modeste dimensioni, che si sviluppano sotto terra come le cipolline a piante che hanno la massima voluminosita’ sopra. Cosi’ dovrei bilanciare i volumi, gli spazi evitando problemi. Nel mezzo vedete una vaschetta di fagiolini che mettero’ a terra nei giorni successivi.
cof
Come vedete, ho cercato di dare una logica alla messa a terra delle piante e faro’ cosi’ anche con le altre che mettero’. Avra’ tutta una logica.
Questo anno inoltre, ho deciso di usare le reti. Adesso ho messo su ogni box una rete protettiva per le piccole piante che possono essere facile preda di merli e uccellini. Spero in questo modo di proteggerle almeno un po’. Questa l’ho presa su Amazon, non avendola in casa. Piu’ avanti mi muniro’ anche di rete anti grandine, o protettiva per grandine. Visto lo scorso anno il disastro che mi aveva fatto alle piante questo anno mi voglio tutelare.
Anche perche’ stavolta voglio investire sull’orto. Lo scorso anno era piu’ un hobby, cominciato nenanche per mio volere che alla fine mi ha appassonata. Questo anno vorrei creare un orto come fonte di auto sostentamento. Infatti il numero delle piante e’ deciso in proporzione al nostro fabbisogno, ai progetti che voglio sviluppare, come le ricette, le conserve, metodi di conservazione e una cosa nuovissima di cui ancora non voglio parlare.
Tutto calcolato per un consumo famigliare, senza eccessi ne sprechi. Ecco perche’ l’uso di reti protettive, sostegni adeguati e gestione logica e studiata degli spazi.
Siamo ai primi step, siamo all’inizio della creazione del nostro orto di casa, mancano ancora la meta’ delle piante e aiuola di fiori ma, virus e negozi chiusi permettendo direi che stiamo procedendo bene. Ho ancora in mente un sacco di idee….
Proprio per questo, vi rimando ai prossimi post in cui vedrete cosa ho fatto e cosa sto facendo.
Ciao a tutti, chiedo scusa per l’assenza dal blog ma chi mi segue su Instagram sa che e’ un periodo MOOOOOOLTO pieno. Comunque ci siamo! Siamo entrati nella stagione dell’orto.
Abbiamo arato per bene tutto il pezzetto di terreno, disossato i sassi piu’ grossi e tolto tutte le erbacce (consiglio l’utilizzo dei guanti chi puo’)! In fine (finalmente) abbiamo fatto la divisione in lotti del pezzetto di terra. Come gia’ accennato questo anno volevo fare una cosa piu’ seria, impostata e studiata. Volevo progettarlo per bene e con logiche varie di spazi e abbinamenti pianti. A differenza dello scorso anno, questo ho voluto adottare la soluzione BOX, io li chiamo cosi. Mi danno l’idea di avere piu’ ordine logico e facilita’ di mantenimento e manutenzione.
immagini prese dal web
Purtroppo l’obbligo di stare a casa mi ha impedito di andare in negozio a prendere le assi e abbiamo cercato di fare con materiale di recupero che c’era gia’ in casa. Alla fine abbiamo optato per vecchi listelli di legno recuperati da qualche lavoro di edilizia casalingo. Mentre altre cose siamo riuscite a recuperarle online come reti e archi per struttura reti.
Prima di tutto mi sono fatta il mio progetto stilizzato ma ben chiaro, con tutte le porzioni e le cose che ci avrei messo.
Calcolate sempre di stare larghi con le piante! Soprattutto se non le avete mai piantate prima. Rischiate di ritrovarvi un bosco impenetrabile o che marciscano percghe’ troppo vicine aumentando il rischio ristagni idrici. Senza dimenticare poi la luce! Troppo vicine rende impossibile l’esposizione al sole e quindi il non sviluppo delle stesse e dei frutti.
fbt
Come si vede, a differenza delle immagini da cui ho preso l’idea (trovate sul web) le mie assi sono molto piu’ basse ma comunque danno l’idea ordinata e organizzata.
Ho tenuto delle corsie laterali perche’ in una volevo mettere una aiuola di fiori, che usero’ per un nuovo progetto super naturale e super BIO, mentre dall’altra mettero’ zucchine e cetrioli con la loro struttura di sostegno. Questi ultimi lo scorso anno non li ho messi, vedremo come andra’.
Ora e’ tutto impostato per bene e suddiviso con logica, ho dato un’ultima vangata all’interno dei box perche’ sistemando le cose l’ho pestata troppe volte e la terra si e’ compattata in superficie. Questa non e’ una bella cosa, considerando che ci andro’ a mettere a dimora le piantine ancora piccole con radici molto fragili. Ho preferito rivangare per renderla piu’ friabile e ricca di aria. Non lo crederete mai ma anche le radici, per fare sopravvivere le piante, han bisogno dell’aria che c’e’ nel terreno.
Seguitemi al prossimo post che mettero’ in terra le piantine!
Buongiorno a tutti e buon inizio Aprile! Oggi trattero’ un argomento che non e’ proprio collegato direttamente al mondo orto e tutto cio’ che lo circonda ma parlero’ di LIEVITO MADRE fatto in casa.
Sulle mie storie di Instagram ha avuto un successone pazzesco! In molti mi hanno chiesto come lo sto facendo, che ricetta sto seguendo e come si sta’ sviluppondo nel tempo il composto. Visto questo, visto che e’ una procedura lunga ma scandita da misure e tempistiche precise, volevo scrivervi tutto, in modo che abbiate tutti i passaggi ben chiari.
Di per se’ e’ una cosa semplice, la ricetta che sto seguendo io si riesce a fare con le cose che abbiamo in casa, facile da rifare, soltanto richiede pazienza, precisione e costanza perche’ il procedimento NON e’ breve. Bisogna aspettare 31 giorni prima che il composto diventi lievito madre pronto.
Partiamo dal principio, cosa serve:
200 gr di farina “00” o manitoba;
100 gr di acqua tiepida;
Un cucchiaino di dolcificante (miele, zucchero, succo d’Agave);
Un vaso capiente con imboccatura larga, per facilitare il recupero del composto;
Una garza che funzionera’ come tappo.
Calendario, agenda o foglio degli appunti per segnarvi le date dei rinfreschi.
GIORNO 1: Partiamo aggiungendo alla farina, l’acqua tiepida e il miele. La prima va aggiunta poco alla volta, questo ci permette di tenere sotto controllo la consistenza del panetto che stiamo impastando. Deve essere umido, appiccicoso ma non liquido o viscido. Fatto questo, impastiamo per 5/10 minuti in modo di attivare il procedimento. Mettiamo tutto nel vaso, facciamo una croce sul panetto con un coltello, questo serve per vedere la lievitazione, e copriamo il vaso con una garza umida. Questo composto ottenuto si chiama Starter.
Lasciamo riposare per 48 ore a una temperatura tra i 18* – 25* gradi. Alcuni siti consigliano di riporre il vaso vicino a frutta matura.
giorno dopo
Passate le 48 ore, riprendete il vostro Starter e gliene togliete 200 gr. Vi troverete una consistenza viscida, che ricorda molto il Vinavil, molto appiccicosa. Farete fatica a toglierlo dal vaso, per questo ve ne consiglio uno com bocca larga ma, piano piano ci si riesce. Davanti a voi quindi ora avete il composto iniziale, da cui avete TOLTO 200 gr di porzione. Ora aggiungete 200gr di farina nuova e 100gr di acqua tiepida. La seconda sempre un po’ per volta. Impastate bene, sempre per 5/10 minuti e riponetelo nel vaso. Coprite con garza umida, questa impedira’ di fare subito la crosta.
STARTER
PORZIONE TOLTA
AGGIUNTO FARINA
AGGIUNTO ACQUA
COMPOSTO FINALE
Mettete a riposare il composto e dopo altre 48 ore ripetete il rinfresco. Sepre 200gr di farina e 100gr di acqua tiepida.
Piu’ andranno avanti i rinfreschi piu’ vedrete che il vostro composto diventa sempre piu’ compatto, meno appiccicoso e meno liquido. Sembrera’ sempre di piu’ una rete di tante bolle, quasi “spugnoso” a vedersi. Sara’ anche piu’ facile prelevarlo dal vaso per rinfrescarlo.
Questa procedura di RINFRESCO, dovete farla per 31 giorni. Dopo di che’ il vostro composto sara’ diventato lievito madre pronto per essere usato sia per impasti salati che dolci. Io consiglio sempre di scrivervi tutte le date dei rinfreschi non essendo poche. Meglio avere segnato quando e quanti ne abbiamo fatti.
Piu’ passera’ il tempo e piu’ vedrete anche, tante belle bolle nel vostro impasto. Quelle sono IMPORTANTISSIME! Controllate bene che ce ne siano sempre tante!
Questa per me’ e’ la prima esperienza, non lo avevo mai fatto. Ho scelto questa ricetta perche’ avevo tutti gli ingredienti in casa, cosa molto importante di questi tempi visto che uscire NON e’ consigliabile. Nonostante cio’, sul web e tramandate sono tantissime le varianti per lo starter. Ogniuno e’ giusto che scelga quella piu’ adatta a se. Io per ora mi trovo bene con questa. Facile e semplice, certo lunga ma il tempo non mi manca, anche per questo ho deciso di farla ora.
Al trentunesimo giorno ci saranno da fare dei passaggi di pulizia del lievito ma di questo ne parlero’ piu’ avanti quando ci saro’ arrivata. Non voglio mettere “troppa carne al fuoco” ma soprattutto, visto che vi sto’ raccontando basandomi sulla mia attuale esperienza, vi raccontero’ quando mi ci ritrovero’. Vedro’ come sara’ deventato il mio composto al 31esimo giorno, valutero’ se il risultato e’ corretto e poi vedro’ il passo successivo. Ovviamente tenendovi sempre aggiornati qui, tramite Instagram e le storie di Instagram.
Per qualsiasi chiarimento, domanda o curiosita’ sono a disposizione. Ci sentiamo presto con nuovi aggiornamenti.
Secondo le tradizioni, gli ultimi giorni di Marzo, cioe’ quelli del 29,30,31 solitamente ri ha’ un ritorno del freddo. Considerati i giorni piu’ freddi di inizio primavera sono anche i piu’ rischiosi per coltivazioni, fiori e piante da frutto che rischiano germogli e gemme.
Un’antica leggenda del centro Italia, narra che questo mese in principio aveva solo 28 giorni ma visto che gli uomini lo prendevano sottogamba, non temendo come i suoi mesi fratelli Precedenti, Dicembre, Gennaio e Febbraio, decise di vendicarsi. Nella leggenda si narra che una vecchietta, assaporando il primo caldo e il primo solo dopo mesi disse:”
Marzo, tanto non mi puoi fare niente, perché oggi è già aprile
Fu’ cosi’ che Marzo, per vendicarsi di questa scontatezza per vendicarsi chiese ad aprile tre giorni in piu’. In questi giorni mando’ freddo e gelo, cosi’ gli esseri umani non lo sottovalutarono piu’.
Una seconda versione racconta che, una vecchia pastora, che per tutto il mese era riuscita a proteggere i suoi agnellini dai repentini sbalzi climatici marzolini, la sera del 28 esclamò in tono sfottente “E ora con la tua fine la pianterai di fare il matto, oh Marzo bislacco! ”. Fu così che il mese, atrocemente offeso, chiese in prestito ad Aprile tre giorni in cui scatenare tutta la sua cattiveria con gelo, neve e vento; e in quei tre giorni morirono per il freddo improvviso non solo gli agnellini della vecchia e degli altri pastori, ma anche tutte le erbe e i germogli già spuntati nei prati stecchirono sotto la neve, inaspettatamente caduta; e ghiacciarono i petali dei fiori degli alberi da frutto; e il vento e la pioggia spazzarono via i piccoli nidi in costruzione e la vecchia stessa, che imprudentemente aveva smesso gli abiti pesanti, si prese un accidente e morì di polmonite. Così Marzo, dopo tanta distruzione, poté finalmente andarsene soddisfatto, e gli ultimi suoi 3 giorni furono chiamati, da allora, i giorni della vecchia.
Come vedete le leggende se pur chiamate cosi’ han sempre qualcosa di vero. Han fondamenta su fatti reali e logici dela natura. Questo anno i giorni della vecchia sono stati anticipati. Gia’ da lunedi’ le temperature sia serali che diurne si sono abbassate notevolmente. Si pensi solo che in alcune zone e’ tornata perfino la neve!!
Personalmente, avendo visto le previsioni di questa settimana, sapendo questo rischio gelate e freddo, non me la sono sentita di mettere a terra le piantine. Sono ancora piccole e fragili. Non avrebbero mai sopportato una escursione termica cosi! Ora la cosa che temo sono i semi che ho in semenzaio. Sono protetti e ben ripararti ma comunque il mio pensiero va a loro ora.
I giorni della vecchia fanno parte di una serie di periodi che popolarmente sono conosciuti come “nodi del freddo“.